Sarteano si trova nel territorio toscano compreso tra la Valdichiana e la Val d'Orcia, a sud-est della Provincia di Siena. Situato a 573 m. s.l.m., il paese sorge sulle pendici nord orientali del Monte Cetona.
L'origine del nome è incerta: esso deriverebbe da un'antica famiglia romana stanziata nel luogo, la nobil gente de' Sartiani o Sarti. Altre ipotesi lo collegano al nome gentilizio Sertorius di epoca etrusco romana, mentre secondo diverse interpretazioni sarebbe da associare al culto, molto diffuso nel luogo, di due divinità: Satre (Saturno) e Jani (Giano) la cui fusione del nome avrebbe originato quello del paese.
Numerose attestazioni archeologiche qualificano l'intero territorio circostante come centro d'insediamento umano sin dal periodo preistorico, dall'età della pietra sino all'inizio di quella del bronzo. In epoca etrusca avvenne un grande sviluppo insediativo confermato dalla notevole quantità di reperti archeologici che furono portati alla luce a partire dagli inizi del 1800.
Il primo documento nel quale viene esplicitamente citato il nome del paese è un atto di donazione stipulato all'interno delle mura del castello risalente al 1038. Ed è proprio intorno al castello che durante tutto il periodo medievale si sviluppò il borgo, formato da strade e vicoli che costeggiano ad arco la collina.
In epoca antica Sarteano era dotato di un efficiente sistema difensivo caratterizzato da ben quattro cinte murarie che cingevano l'intero abitato l'ultima delle quali arrivava ad abbracciare l'intero paese. Esse erano intervallate da torrioni tondi o quadrati i cui resti sono ancora oggi visibili nonostante il loro parziale inglobamento nelle moderne strutture abitative. Di particolare interesse sono le tre porte, pesantemente rimaneggiate in epoche successive, attraverso le quali si aveva accesso al paese: Porta di Mezzo a sud, porta Monalda ad ovest e Porta Umbra ad est.
Il centro storico di Sarteano conserva ancora l'antico impianto medievale, infatti percorrendo i vicoletti e le strade che lo attraversano ancora oggi si possono scorgere particolari architettonici risalenti a periodi diversi e soprattutto palazzi di suggestiva bellezza: Palazzo Goti-Fanelli, antica sede dell'Accademia degli Arrischianti, Palazzo Berdini (XIV secolo), Palazzo Piccolomini, costruito per volere di Pio III nel XV secolo e Palazzo Gabrielli, dove ha sede il Museo Civico Archeologico, nella cui facciata è possibile notare la cosiddetta "porta del morto" che veniva utilizzata in antichità per le celebrazioni funebri. |